Fare meno, fare meglio: il cibo ai tempi dei cervelli stanchi

A dicembre c’è chi fa il bilancio di un anno e chi è talmente stanco che il suo unico incessante desiderio è un giaciglio per i suoi neuroni: io sono stanchissima, e ho la manopola dell’energia al minimo. Eppure continuo a fare con entusiasmo e tenacia ciò che mi riesce meglio: parlare e far parlare di cibo.

Mi concedo il tempo di un post per ragionare con voi su cosa voglia dire lavorare e avere a che fare col cibo in condizioni del genere, dove non si ha tempo di cucinare, si va fuori a cena per lavoro e si è immersi mani, smartphone e occhi nel cibo 24ore al giorno.

Circa un mese e mezzo fa ho cessato alcune collaborazioni che amavo tantissimo, ma che nel rapporto costi / benefici mi assorbivano più di quanto potessi permettermi. Ho ricevuto delle proposte che ho rifiutato. Ho lottato per entrare in progetti in cui credevo. Ho cambiato modo di lavorare, ho cambiato modo di pensare al lavoro.

Se lavori col cibo, il cibo devi capirlo, e sapertelo godere. Dappertutto, in ogni forma, con ogni linguaggio. Devi essere pronta a molteplici livelli, saperti relazionare con chef, produttori, appassionati, ignoranti e curiosi. Dipende ovviamente dal lavoro che fai e dal tuo carattere: per me il cibo è cultura ma anche gioco, non è mai esclusione, e deve essere sempre comprensibile.

Se sei stanco, smetti di goderti certi morsi.
Se devi lavorare 16 ore al giorno, metti da parte delle cose e tra queste cose spesso rientra un pranzo umano.
Ma, come sempre, tutto torna: quello che depositi tra le zolle, riemerge come frutto. Il tempo di cui ti sei privato ieri indebolisce la tua testa oggi.

Quello che tengo per me è la consapevolezza che amo quello che faccio, e amo il cibo sopra tutte le cose.
Per il 2014 il mio proposito è: fare meno, fare meglio.
Per godermi il cibo, anche dopo 16 ore.

[Volevo scrivere della Foodie Geek Dinner di Roma di questo venerdì, ma ve la racconterò con calma. Domani, poi, ci sarà una grossa novità. Ve la racconto appena sarà online]

 

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  • Daniela All’assaggio

    Mi è piaciuto molto quello che hai scritto, e il modo in cui l’hai raccontato