Slow Cooking per tutti, il primo libro di Cristina Scateni

Ci sono libri di cucina che sono case.
Entri e vieni accolto in sale con posate d’argento o direttamente in cucina, con gli odori del pranzo in cottura: ti addentri in cassetti, apri porte, guardi la tua pancia allo specchio.
I libri più belli somigliano a case abitate, dove le ricette rimandano alla storia di chi le ha pensate e accolgono alla stregua di un padrone di casa. O di una padrona, come in questo caso: lei è Cristina Scateni, food writer di origini umbre che vive e lavora a Milano, nel frenetico mondo della comunicazione, e ha scritto un libro bellissimo.

All’ossessione per il timing propria del suo lavoro, Cristina ha contrapposto un libro che si intitola Slow Cooking per tutti: tecniche antiche e moderne di cottura lenta, edito da Ponte alle Grazie per la collana Il lettore goloso diretta da Allan Bay. Sono circa 150 ricette che utilizzano tecniche di lunghe e lente cotture, adatte a pesci, uova, verdure e soprattutto carni: insieme alle più canoniche cotture a vapore o a bagnomaria, si affiancano ricette che sfruttano il carbone, la cottura al sole e il roner.


A questo punto in genere la persona che sta cucinando la sua pastasciutta con il ragù già pronto alza il sopracciglio e sogghigna al pensiero che ci sia qualcuno che per cucinare un secondo piatto impieghi più di dieci minuti, o addirittura si metta a costruire un forno solare (tutto vero: ultimo capitolo, ci sono anche i disegnini per il Fai-Da-Te).
La verità è che nel 2013 lottiamo tutti contro il tempo: abbiamo pochi minuti per mettere insieme un aspetto impeccabile, un pranzo per la famiglia e un kit di sopravvivenza per la giornata. Siamo compressi, affaticati, affannati: abbiamo know how per tutti i momenti, e pochissimi margini di imprevisto.
Potete immaginare dove sia collocato il cibo in questa scaletta che inizia con un caffè al volo e finisce con un film a una palpebra la sera: spesa e ricette sono quasi automatiche, e la velocità è il comune denominatore.

Eppure ci sono due ottime motivazioni per riprendere in mano questa pratica antichissima e la prima ha a che fare con la cura di sé che passa dal riappropriarsi del tempo, stavolta dedicato ai pasti: un tempo nostro, da assaporare e far gustare agli amici.
Poi, ancora più importante per chi quel tempo magari preferisce dedicarlo ad altro (leggi: idromassaggio), c’è il risultato sublime che si ottiene dallo Slow Cooking: carni succulente, legumi saporiti, pesci morbidi. Le lunghe cotture permettono di cucinare piatti gustosi, grazie ai prolungati tempi di cottura che sciolgono tessuti connettivi, insaporiscono a fondo gli ingredienti, e permettono di utilizzare le parti meno pregiate degli alimenti in piatti nuovi e inaspettati.
Slow è marinare, affumicare, ricavare la cenere, riscoprire la ghisa, sperimentare il confit: è massaggiare la carne, spezzettare gli odori, riappropriarsi di gesti e tempi a cui non siamo più abituati.
Paradossalmente, Slow è anche praticità e risparmio: le lunghe cotture non equivalgono ad alti consumi (e nel libro capirete perché) e i risultati in termini di consistenza e sapore permettono di avere dei piatti facili da mantenere caldi e da servire anche se l’ospite ritarda.

Il libro costa 14 euro, e va dalla A di Acciughe Marinate alle Zucchine ripiene, passando per la Pasta e Fagioli.

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