Sette ristoranti per sette anniversari


Oggi sono sette anni dal primo bacio.
Vivevamo già insieme come coinquilini, e ci conoscevamo un po’ alla volta: io lavoravo in biblioteca, tu facevi il pizzaiolo. Ci incrociavamo solo la sera tardi, quando tu tornavi dalla pizzeria e io ti aspettavo per chiaccherare.
Eravamo così diversi l’uno dall’altro, e vivevamo due vite quasi opposte.
Avevamo delle passioni in comune: la lettura, la musica, le persone. E il cibo.
Era il 2006 ed era Bologna, una casa al quarto piano senza ascensore, una terza coinquilina che ti odiava e tu stavi per partire per Milano.

Un bacio, dicevamo: un bacio, cosa sarà mai?

Un bacio lo devi ripetere, riempire, tracciare, ascoltare per godertelo a pieno. Un bacio lo devi mangiare, e noi siamo qui a nutrirci :)

La tavola e il cibo sono il quaderno di appunti della nostra storia, le tappe gastronomiche raccontano dove ci siamo fermati, cosa abbiamo imparato, cosa conosciamo oggi e dove andremo domani.

Per scongiurare la crisi del settimo anno abbiamo deciso che il nostro amuleto anticrisi sarà andare fuori a cena. Tantissime volte.
Abbiamo quindi bisogno di voi: consigliateci un ristorante, una hamburgeria, una pizzeria dove mangiare e continuare a essere felici.

Intanto, per ognuno dei nostri anni abbiamo scelto un ristorante che lo rappresentasse e ve li raccontiamo a quattro mani: sono nomi grossi, ma solo con tutti gli altri vanno a costruire un percorso sensato.  Non abbiamo citato la quotidianità. La casa nostra culinaria, a Milano e poi in Piemonte, che ci ha fatto crescere e ci ha intrattenuto. E che ci mantiene morbidi e sereni :)

2006
Scacco Matto, Bologna
Abbiamo iniziato qua a discernere fra cucina di mestiere e cucina di concetto. I crudi accompagnati, i primi di tradizione but with a twist. Le presentazioni! La nettezza nei sapori, soprattutto, ci è stata insegnata qua la prima volta.

2007
Ciccio Sultano, Ragusa Ibla
Il primo blasonato, e nel 2007 la Sicilia era lui e solo lui. Scoprivamo come comportarci in questo tipo di locali, a cui affidarsi e da cui pretendere. Nel mezzo del meglio della tradizione, abbiamo conosciuto i nostri primi piatti di pura creatività. Piatti famosi, fotografati, chiacchierati, davanti a noi, a disposizione. Abbiamo imparato a essere esigenti e a godere del talento e dei momenti felici. Il re del fumo applicato al pesce, per noi, è ancora lui.

2008
Aimo e Nadia, Milano
Proprio dietro casa. Volevamo provare la Storia, e invece abbiamo trovato un presente di forza e immediatezza. La grandezza degli ingredienti la pretendiamo ovunque, a questi livelli, ma qua abbiamo imparato cosa significava rispettarli cucinandoli. Salvando il prodotto e la proprio visione di cucina. Il mare e le verdure ci fanno ancora da riferimento.

2009
Combal.0, Rivoli
In una serata freddissima eravamo pronti alla tenzone con una cucina in cui la forma precede il gusto. Pensavamo. Invece la botta di una capasanta lemongrass e latte di cocco ci ha messo sulla strada di un ristorante in cui divertirci, confrontarci, interpretare e scommettere. E nel mentre godere piatto per piatto. La chiacchierata nel retro, con chef e brigata, è ancora il perfetto terzo tempo gastronomico.

2010
Piazza Duomo, Alba
Ricolmi di pregiudizi ci siamo avvicinati a una tavola si cui si componevano osanne, ma che in foto sembrava tutto un leziare. In una sala perfetta siamo stati tramortiti da piatti incendiati di novità e gusto. Da divorare pezzo pezzo e poi richiamare, ripensare, scoprire. Un’Università della cucina di domani, che salva prodotti e sapori di territorio. La bontà, facile, diretta, immediata. Dopo quella cena, pian piano ma non troppo, abbiamo scoperto quanto Crippa stesse entrando negli altri ristoranti. Come ispirazione e come estetica.

2011
Povero Diavolo, Torriana
Quel giovine che si permette di servirci un riso bianco, dentro cui ha nascosto il cipresso. I cappelletti della casa, un dolce di fiori. Una scelta vegetale racchiusa nel piatto, che non cita e non dà appigli. Circondati da premure e stile. Un esempio di voce unica e ben modulata, come il famoso genio ma stando in carreggiata, di polso, professionale.

2012
S’Apposentu, Siddi
In mezzo al deserto l’acqua basta che ci sia, non importa come sia. Petza insomma potrebbe lavorare con una mano sola e vincere per mancanza di contendenti. Invece spreme la sua terra e inventa per essa una cucina nuova. Pecore inedite, gamberi rivoluzionari. Carni e pesci fra mandorle e zafferano, gelati indimenticabili e verdure rinate fra spezie e cotture. Il prodotto non basta, fa da supporto alla tecnica del cuoco che sta studiando per la sua Sardegna una nuova, moderna, voce gastronomica. Il nostro ideale di cucina di territorio è questo.

2013
Mesa, Frossasco, stasera
È un ritorno. Ci è piaciuta la formula a menu fisso, di mercato, in cui si sperimenta restando sul semplice, ammestrando l’offerta  e condiividendo l’effetto sorpresa. Serve tecnica e pochi frizzi, serve essere molto professionali e poco fenomeni. Se qualcosa traballa, in quel contesto ci sta. Poi, il nostro migliore dolce alle nocciole l’abbiamo mangiato là. E non lo ritroveremo più. Capito il bello del Mesa?

Questa voce è stata pubblicata in Just the two of us e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Sette ristoranti per sette anniversari

  1. Mafaldina scrive:

    Se vi piace la Sicilia, provate anche la Madia di Licata. Sarà sicuramente un buon modo per continuare ad essere felici :)

  2. Claudia scrive:

    vi manca una tappa nella capitale!!!! Bellissima la vostra storia di nutrirsi di baci!! Buona serata e buon anniversario un Bacione grande <3

  3. adina scrive:

    auguri tanti! è sempre un piacere venire qui e leggervi, scrivete frizzanti ed educati. buon anniversario!

  4. neromarco scrive:

    Romanticoni.
    Mi piace, molto, questo modo di vedere la vita il cibo e tutto il resto.

    • maricler scrive:

      Romanticoni, eh? Ebbene sì, sotto il cornicione della pizza e la crosticina dei biscotti si nasconono due cuori di panna :)

  5. duendeturin scrive:

    applausi, tanti! bravi davvero.p

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>