Cartoline da Barcellona
Avevamo bisogno di viaggiare di nuovo: stare fermi non ci piace, e quando partiamo siamo felici.
Abbiamo sempre poco tempo, tra Ricette per bene e una guida con la quale Fabrizio sta collaborando: non possiamo non parlarvi di Barcellona e Girona, e lo facciamo con brevi descrizioni e qualche foto da Instagram
Eccola Bezoya, l’acqua che abbiamo bevuto più spesso a Barcellona: ha le bottiglie più shabby chic mai viste, di vetro grigio. Anche l’acqua è buona.
La cena al Koy Shunka ha mantenuto le aspettative, soprattutto nei crudi e in certi piatti come il riso con la ventresca di tonno scottato e salsina al miso o il manzo kobe con fondo di verdure e miso. Chiedete di sedervi al bancone, gli chef e i sushika sono uno spettacolo imperdibile. E mangiate il loro wasabi: anche se non lo amate, questo wasabi è il migliore mai assaggiato.

Barcellona è vitale, sfrontata, rilassata.

Abbiamo finalmente fatto visita a Oriol Balaguer, mago del cioccolato: cioccolatini allo yuzu, alle noci, all’olio, al tartufo. Non ci siamo fatti mancare nulla, nemmeno lo speciale packaging per due romanticoni.

Cena superlativa a base di tapas al Lolita, ex Inopia: vogliamo un locale così, dove mangiare tapas a tutte le ore, di qualità, in un locale giovane, dall’atmosfera rock, a prezzi normali, e che serva le patatas bravas come queste.
Ma la prossima volta veniamo da te, Ferran: Tickets, aspettaci (e facci prenotare prima del 2013!)

Il resto (Girona + Roca) a prestissimo!
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Lasarte! Lasaaaaaarteeeeeeee! Imprescindibile, una cena da berasategui, un due stelle con prezzi che qui da noi neanche in trattoria (quasi), con vini a 30 euri.
Lasarteeeeeeeeeere! Tornare subito a Barcellona (che non è neanche una gran punizione!).
Ciao ragazzi, e 5 luglio cena nel (e non al) lab. Mi raccomando.
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