Girona andata e ritorno

(In questo post promettiamo di non parlare di Ricette per Bene)
Perdonate la latitanza: la nostra vita gastronomica non è particolarmente emozionante nell’ultimo periodo, se omettiamo alcuni progetti ancora top secret :)
Non ci siamo ancora ripresi dal trasloco, per cui una volta usciti dal lavoro torniamo a casa e terminiamo le ultime cose: la maggior parte delle energie è stata assorbita da Ricette per bene, e non è ancora finita!
(Ok, non ne parliamo più giuro)

Il mix di trasloco, nuovo lavoro, nuova città, un progetto impegnativo come il libro ci hanno davvero assorbito, col risultato che usciamo pochissimo, non siamo assaliti da spirito esplorativo ma piuttosto da quello letargico. Insomma, vita da gourmand questa sconosciuta!

Ci prendiamo una piccola pausa, per il compleanno di Fabrizio e voliamo a Barcellona, con due tappe gastronomiche per rifarci di questi mesi di assenza: giovedì sera saremo al Koy Shunka, definito uno dei migliori ristoranti giapponesi al mondo fuori dal Giappone. Eravamo già stati allo Shunka, ricordate? Questo è il fratello maggiore, e promette bene.
Il vero motivo del viaggio però sono loro, i fratelli Roca: 6 mesi fa abbiamo prenotato il tavolo e ora arriviamo, ci spostiamo a Girona per provare una delle cucine più interessanti in questo momento. Battere il primato di Enrico Crippa on my mind sarà difficile, ma siamo curiosissimi, soprattutto sul comparto dolci.
Proprio per i dolci, non ci faremo mancare una visita alla nuova gelateria Rocambolesc, sempre dei fratelli Roca.

Lo Chef sul tavolo fa fatica a stare fermo!

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Ricette per bene: finalmente in vendita!


*** Aggiornamento: ECCOLO!
Tutte le istruzioni per l’uso sul sito del libro!
Ciao, eccoci con qualche veloce aggiornamento per il libro:
- Ricette per bene sarà in vendita a partire da domani giovedì 10 maggio;

- Il costo dell’eBook sarà di 5€;

- Ricette per bene verrà venduto in tre formati (fate attenzione!)
1. Formato Pdfil formato pdf è il libro così come lo abbiamo pensato noi, adatto ai tablet e ai computer in generale, mantiene la grafica e i colori come in un libro cartaceo;
3. Formato ePub: il formato epub sarà utilizzato dalla stragrande maggioranza degli store presso i quali Karta è distribuito. Questo formato presenta delle semplificazioni grafiche ingenti, perché l’impaginazione studiata per il libro da noi non viene supportata sugli eReader che leggono il formato ePub;
2. Formato Mobi
: questo formato sarà quello utilizzato dall’Amazon Kindle Store e anche questo presenta delle semplificazioni.

- La pagina dedicata all’acquisto di questo eBook conterrà i link al download di ciascun formato, Pdf, ePub e Mobi: aggiorneremo il post appena il link sarà disponibile.

- E: chi viene a trovarci al Salone del Libro? Vi ricordiamo che io, Fabrizio e Roberta saremo al Salone sabato 12 maggio, dalle 11 alle 11.20 presso il Padiglione 3, Stand Q-R 121 (stand di Simplicissimus).

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Ricette per bene: news!

Su Ricette per bene ormai sapete tutto, no?
:-)
Per i pochissimi distratti, ecco il post di qualche giorno fa.
E ora, breaking news:
- Saremo al Salone del Libro di Torino, sabato 12 maggio dalle 11.00 alle 11.20 presso lo stand di Simplicissimus, distributore di Karta Edizioni: ci saremo io, Roberta Deiana e Fabrizio. Venite a farci domande e incoraggiarci e a comunicare che ci siamo con tweet, foto, riprese!
Ci trovate presso il Padiglione 3, Stand Q-R 121!
- Ecco la copertina, qui sopra, con la splendida illustrazione di Nina e la grafica di Paolo!
- Il libro verrà venduto entro qualche giorno: sarà un eBook, scaricabile in formato ePub e Pdf (a breve per tablet). Se non avete un eReader o un tablet, è il momento di acquistarlo, di regalarlo, di farvelo regalare, o semplicemente di contribuire a una buona causa!
- È finalmente on line il sito / blog del libro Libroperofficina. Qui troverete la storia, qualche anticipazione e a breve la possibilità di acquistare il libro!
- È nata la pagina Facebook del libro: 180 like in un giorno. In greco antico si dice ammazza aò! Venite a trovarci, è il modo più rapido per essere aggiornati!
- Su Twitter usate l’hashtag #RicettePerBene!

Per un po’ di tempo questo sarà il trend topic del blog, non ce ne vogliate!

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Salutiamoci


Lo sapete che non partecipiamo mai ai contest e rifuggiamo spesso dai passaparola: ci sono però iniziative pensate seriamente e con coscienza che siamo entusiasti di appoggiare e diffondere.
Questo post nasce quindi per diffondere l’iniziativa nata dalla Brii, da Lo e da Stella e che si fregia del logo disegnato dalla bravissima Cobrizo.

L’iniziativa si chiama Salutiamoci.
Rubo le parole di Stella: La sfida è cucinare qualcosa di buono, bello e soprattutto sano. Scoprire nuovi ingredienti, approfondire la conoscenza del rapporto tra cibo e salute, affinare il gusto, evitare scorciatoie industriali, sperimentare, rispettare l’ingrediente nella sua stagionalità.
Seguire le indicazioni dei medici che si occupano di prevenzione di tumori e altre malattie gravi senza mai pensare che questo sia mortificante e triste, anzi, al contrario, pensando che sia prima di tutto un atto d’amore verso se stessi e poi verso chi ci sta vicino e mangia quello che cuciniamo.

Ogni mese (il primo giorno del mese) il blog ospitante fa un post e lancia un ingrediente.
Chiunque può partecipare con una ricetta (anche i non possessori di blog). Non si vincono premi, non ci sono gare, non ci sono sponsor.
Semplicemente a fine mese si fa la raccolta delle ricette.
La sfida consta solo nel seguire le indicazioni di una tabella (decisa dopo consultazioni con il prof. Berrino circa le linee guida dell’Istituto tumori di Milano e il suo prezioso lavoro di prevenzione), che contiene ingredienti non permessi, ingredienti consentiti ma non consigliati, ed ingredienti consigliati.

Lo scopo è creare una raccolta di ricette che fanno realmente bene.
Partecipate!

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Le Langhe e il Roero: due giorni diversi

Tra domenica e martedì siamo stati ospiti dell’Ente del Turismo del Langhe e del Roero insieme a una quarantina di foodblogger, chiamati a degustare il territorio e a condividere le nostre impressioni con amici, follower, lettori.
A coordinare il progetto, Francesca Martinengo e Carlo Vischi, che a breve ci regaleranno una sorpresa editoriale non da poco, che vede presenti anche noi (i dettagli arriveranno poi).


Il tour langarolo è iniziato con un foodcamp, di cui vi avevo già parlato qui: il tema era il web e il territorio, moderava splendidamente Paola Sucato, peccato per gli interventi che non sono stati tutti centrati. Il tema forse poteva essere approfondito maggiormente: è stato comunque un bel confronto, forse un po’ troppo autoreferenziale e magari poco interessante per chi non era già blogger.

Naturamente, sono considerazioni personali :)
La sera cena libera, e ne abbiamo approfittato per fare i mediatori culturali, portando 10 amici alla Trattoria del Campo di Mango (sì, proprio la bocciofila): i commenti di Francesca e Pietro, Lucia e Luc, Annamaria e scudiero, Kja, Mari e Lele e di Alessandro ci hanno convinto che la nostra missione ha buone fondamenta.
Il giorno dopo è trascorso tra visite presso le cantine di un belga e di una langarola, Le Cecche, e Camparo con la sua produzione biologica di vino e nocciole. Una visita alla splendida tenuta di Fontanafredda, una cooking class con Pierpaolo Livorno del ristorante Villa Contessa Rosa e la sua cucina rosso Ferrari, tanto bella quanto vintage. Solo che Pierpaolo non è un cuoco vintage, e gliene ha dette di ogni. La cena meravigliosa suggellata da un’anatra perfetta ci fa pensare tuttavia che ci sia del tenero fra i due. Su Pierpaolo, fa’ pace con la tua cucina. Cena allietata dalla presenza dello chef Ugo Alciati, l’uomo che cucina la finanziera migliore che abbia mai assaggiato.

Abbiamo dormito presso l’Agriturismo Il Cortile, dove vi segnaliamo la presenza della cagnetta più brutta e simpatica di tutte le Langhe.


E così abbiamo rivisto le Langhe, in una maniera diversa da come le vediamo di solito.
Per noi le Langhe sono un luogo sospeso, di pace, che abbiamo imparato a conoscere in anni di visite e mi chiedo come lo hanno visto gli altri: lo avranno amato come lo amiamo noi? Abbiamo sviluppato un senso quasi di protezione per questi luoghi, e speriamo che questi giorni abbiano mostrato a tutti la profonda e sincera bellezza delle Langhe e del Roero.

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Ricette per bene: il progetto di un libro per Officina di Cucina

In questi giorni stiamo chiudendo il libro per Officina di Cucina.
Non vi svelerò molto, perché vorrei fosse la vostra sorpresa della primavera, e che soprattutto fosse il vostro regalo, il risultato di un innamoramento, la voglia di diffondere la bellezza.

Qualche passo indietro: a novembre c’è stata l’alluvione di Genova, che ha sconquassato una città e un territorio. Tra i luoghi colpiti, c’era il Ristorante Officina di Cucina, di proprietà di Claudia e Chiara.
Non ripercorro qui la gara di solidarietà che c’è stata, vi rimando al nostro post e al gruppo su Facebook: il risultato è stata la riapertura del ristorante in tempi molto più rapidi rispetto alle previsioni iniziali e una serie di iniziative che hanno svelato il bello del web.

Da gennaio stiamo lavorando a un libro di ricette nato dalla volontà di Chiara e Claudia di contraccambiare il favore: i proventi del libro andranno infatti a favore di quella parte di Genova che ancora non si è ripresa dall’alluvione di questo autunno. Le proprietarie di Officina vogliono così ringraziare il web che per loro si è mosso, dando apporto e benedizione a un libro per quella parte di Genova ancora in ginocchio.

Il libro è praticamente terminato, stiamo ultimando i dettagli di impaginazione, raccogliendo le ultime liberatorie, sistemando il blog: sarà un libro di ricette e di storie, di conforto e amicizia, a cui hanno partecipato più di 40 foodblogger. Avrà una copertina bellissima, grazie a Nina.
Sarà un libro pulito, leggero, graficamente arioso, grazie a Paolo e alle splendide foto scattate dai blogger cuochi e dai blogger fotografi.

A mettere insieme i pezzi del progetto ci siamo io&Fabrizio, Roberta Deiana, Agnese Gambini, Paolo Buatti, Ludovica Amat, Paola Miglio, Alessandra Gennaro, Annalena De Bortoli.
E Alessio, di Karta Edizioni.

Per scoprire di più, potete venire ad Alba questa domenica: terrò uno speech durante l’AlbaCamp proprio sul libro, e sulla parte bella del web. Qui il wiki del Camp.

Per il resto, vi terremo informati: sappiate che comunicheremo questo libro in tutti i modi, e chiediamo a tutti voi già da ora di diffondere la notizia di questo libro, così prezioso per Genova.
A presto con Ricette per bene!

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Regaliamo due copie del libro Il Gioco della pizza di Gabriele Bonci

Oggi il blog devoto della pizza vi chiede di raccontarci com’è la vostra pizza. Come la fate, quando la fate, cosa ci mettete su e cosa ci vorreste mettere. O, al limite, qual è il vostro rituale di pizza a casa, anche presa dal valente artigiano e portata al piano dal coraggioso ragazzo sullo scooter.  È il cibo che mette d’accordo tutti, è una mangiata festosa ma in fondo senza pensieri, oppure è una gioia e una prova di cucina ogni volta, come per noi dello chef sopra il tavolo.
Voi ci raccontate, noi in cambio,

vi regaliamo il libro di Bonci

Il gioco della pizza, appena uscito da Rizzoli, fatto apposta per la pizza casalinga, per i più pigri fino a chi sceglierà di allevarsi il proprio lievito madre. Un libro bello, nelle foto, nei testi, e uno dei pochissimi che vale la pena avere sulla pizza. Affidabile, insomma. Ho seguito un corso di Bonci e proprio quelle cose ci insegnava, con quelle dosi, con quelle tecniche. Qua, in più, una valanga di idee classiche, folli, impensabili e preziose per decine e decine di pizze. Con carne, pesce, salumi, ma per noi lui rimane il re delle verdure. In libreria c’è, ma ai due pizzaioli casalinghi più ispirati, o più simpatici, glielo mandiamo a casa! Avete tempo fino alla mezzanotte di mercoledì 18, e avrete la possibilità di avere pizze con aureolature meravigliose, come quelle di Bonci, come nella foto qua sotto


*** Aggiornamento vincitori: Grimmo e Ticchetata si portano il libro di Bonci a casa! Vi scriveremo presto per i dettagli :)

 

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Perché si scatta una foto (quando ho chiuso Look at Mi)

Qualche giorno fa ho chiuso Look at Mi, il mio blog fotografico.
Era un progetto fumoso, piccolo, nato per fotografare Milano, anzi per rendere una personale cartografia di  Milano, disegnata da chi come me è migrato qui da altri luoghi.
Poi a un certo punto per i casi della vita e nelle vie di altre città, il blog si è imbastardito e ha subito  deviazioni geografiche e sentimentali.
Solo foto e didascalie, qualche categoria (Fellini, Not in Mi Name per le foto fuori Milano, Visions of) e scatti  accumulati sotto l’urgenza di una fuga da Milano, e da innamoramenti momentanei verso certi colori o forme.
Nessuna ricerca vera, nessun’immagine coerente dietro.
L’ho quindi chiuso, e vorrei argomentare qui con voi la frase con cui l’ho lapidato: Fotografi portoni perché i portoni vengono bene in foto, ma ti interessa davvero?

Uno dei motivi per cui abbiamo smesso di pubblicare ricette è che odiavo fare foto di cibo: dopo un momento di infatuazione per stoffe e ciotole, sono arrivata al punto di detestare e di innervosirmi all’idea di fare foto di food. Il cibo come soggetto non mi emoziona, e lo stilismo non fa per me.
C’era anche un altro fattore: il MODO di fare le foto. Se fai le foto di cibo, all’inizio le fai come le fanno tutti. O come le vedi dappertutto. Se non sei davvero un’appassionata, o una talentuosa, se non studi, fai solo foto già viste e sfogliate. E se ti piace la fotografia, questo è un po’ frustrante perché non è la tua strada.
Ovviamente il discorso sul MODO vale per tutti gli ambiti: dalle foto di still life, a quelle di interni, dalle inquadrature dei palazzi alle foto di animali. Finché non trovi la tua strada, scattare foto è un gesto pressoché automatico, e anche quando inquadri il ciliegio da riprendere controluce e pensi che stai ritraendo la natura vs l’infinito, amen, è una foto che hai visto il giorno prima sul blog di qualcun altro.
Il rischio è di far montare la paranoia del già visto già sentito, in una sindrome che a priori scarta qualsiasi inquadratura perché l’avrà già pensata qualcun altro: quella l’ho messa da parte, perché fare foto non è il mio lavoro, e se anche sviluppo il mio talento cercando di emulare Cartier-Bresson, sarò felice se anche farò una sola foto come la sua.
Il discorso qui per me è personale: cosa mi piace della fotografia? Cosa cerco quando scatto una foto? Cosa sto tagliando fuori dall’obiettivo? Cosa ci sto facendo entrare? Sono in grado di raccontare una storia per immagini?
In questo momento occorre una riflessione, che per me equivale a posare la macchina fotografica e osservare le foto scattate negli ultimi anni: è il mio modo di mettere le basi per un nuovo progetto fotografico, un po’ più mio :)

E ora la domandona: vi interrogate anche voi in questo modo? O per voi la fotografia è azione leggera e senza pensieri?

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Vi regaliamo due copie dell’App dei Cento di Torino e Piemonte

Le guide ai ristoranti innescano sentimenti vari e contrastanti: se la realtà delle guide è fatta di un nucleo di persone che visitano ristoranti e raccontano le loro impressioni, il modo in cui queste vengono fruite assomiglia più a un rito evangelico, un atto di fede verso i Vati del gusto che si chiamano Gambero Rosso, Identità Golose o come in questo caso I Cento di Torino.
Anzi, chiamiamoli con il loro nome: Cavallito&Lamacchia y Iaccarino.
Per i Cento abbiamo assistito, sulla pagina Facebook della guida, a scene di passione e di fervore altissimo: i gourmand di tutto il Piemonte discutono ore e ore su dove mangiare, restituiscono feedback ai recensori, innalzano confronti fetenti sul vitello tonnato che è meglio qui o è meglio lì.
I toni assumono contorni fanatici quando la discussione verte sui piatti della tradizione, e lì scorre il sangue (molto spesso, del vitello di cui sopra).
Tradizione e ristorazione sembrano percorrere ogni tanto vie parallele, sarà perché la parmigiana come la fa la mia mamma nessuno mai è un credo di tutti gli italiani, pronti a inveire contro i critici di tutto il mondo che hanno detto poesia su altre parmigiane. E invece la mamma non si batte, mai.

LO CHEF SUL TAVOLO REGALA DUE APP DE I CENTO DI TORINO
I Cento è l’evoluzione digitale e potenziata della guida ai migliori ristoranti di Torino e Piemonte, firmata da Cavallito&Lamacchia y Iaccarino.
Si può usare il GPS, telefonare, scrivere un’email ai ristoranti prescelti. Tra le funzioni interessanti (oltre alle condivisioni su facebook e twitter dei ristoranti), la possibilità di integrare la rubrica del telefono con i recapiti delle tavole preferite, e la funzione che fa vedere in tempo reale se i ristoranti sono aperti o chiusi.
E poi lo shake: agiti l’iPhone e finisci in un ristorante a caso.

La guida è in vendita a 4,99€ ma noi ve ne regaliamo due a chi nei commenti ci racconta qual è il piatto più amato della propria tradizione e il posto migliore dove mangiarlo. Valgono tutte le regioni d’Italia (così, se non siete già felicemente piemontesi, avete una ragione in più per venire).
E no, la casa della mamma non vale.
L’App è solo per iPhone, iPad e iPod touch dalla quarta generazione in qua.
Avete tempo fino a giovedì 12 aprile a mezzanotte per commentare!

*** Aggiornamento vincitori: Freefly e Federico si portano la App a casa! Vi scriveremo presto per i dettagli :)

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Pozzo Strada: il nostro nuovo quartiere

A Milano abitavamo in piazza Gambara: avevamo scelto quella zona perché ci eravamo innamorati di Via San Gimignano. Avevamo provato a cercare casa lì, ma col fatto che ci viveva la fumamma di Berlusconi i prezzi delle case erano altissimi. Trovammo quindi un compromesso con la vicina piazza Gambara, dove siamo rimasti 6 anni.
Cambiare città è un’avventura, e l’esplorazione della città comincia dal quartiere: ora abitiamo nella zona di Pozzo Strada, che ci piace per diversi motivi:
- ha diversi parchi vicini, vedi il parco della Tesoriera: casa nostra si affaccia su un parco, ed è come assistere alla vita di piazza, dove i nonni portano i bambini a giocare, i teenager pomiciano sulle panchine al buio, i cani corrono felici e tutti chiaccherano;
- ha un bar che fa un ottimo caffè in corso Monte Cucco (Enoteca caffetteria Monte Cucco, al n.22): lo stesso bar vende vini, cioccolata, risi e fa confezioni regalo. I proprietari sono davvero gentili e la mattina, se verso le 8.30 vai a prendere il caffè, trovi un gruppetto di persone che lavorano in zona da anni e che si aggiornano sulle rispettive vite;
- sempre su Monte Cucco, c’è Namaste, piccola gastronomia indiana, con possibilità di pasteggiare in loco o di prendere da asporto. Pochi piatti, gusti puliti, dolci da sbattersi per terra. Li trovate al 26/b. Sono gentilissimi, e la figlia ha aperto un gruppo su Facebook di cui è molto orgogliosa, per cui se vi chiede come avete conosciuto il locale, rispondetele: – Da Facebook!;
- Abbiamo trovato anche una buona pizza (lacrimuccia di commozione): si chiama Pizza Speedy, usa la Caputo Rossa, consegnano a domicilio ed è in via Bardonecchia 104/A (tel 011.0868557).

La casa sta nascendo, un braccino prima e un piedino poi: ancora non sappiamo che faccia avrà, prende forma lentamente, un pezzo alla volta, un giro all’Ikea per volta :-)
Se anche voi conoscete questo quartiere e avete posti da consigliarci, scrivetelo nei commenti!

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